Gestione manutenzione flotte auto aziendali

La corretta manutenzione auto senza false promesse

Responsabile Tecnico svela come un auto manipolata e senza FAP supera (apparentemente) la revisione ministeriale influendo negativamente sul portafogli e (soprattutto) la salute dell’automobilista abbindolato dal meccanico trasgressore

superare revisione auto senza filtro antiparticolato

Il controllo delle emissioni di un veicolo diesel, in revisione ministeriale, viene chiamato “Analisi opacità”. A differenza dei motori benzina – in cui vengono analizzate le componenti dei gas di scarico – nei diesel diventa semplicemente una verifica della fumosità.

Per comprendere al meglio il funzionamento della prova, occorre conoscere l’opacimetro, ovvero lo strumento che misura l’opacità. Il principio di funzionamento consiste nell’attenuazione dell’intensità di un fascio luminoso causato dall’assorbimento ottico da parte delle particelle solide presenti nei gas di scarico dei motori diesel, il cosiddetto particolato. All’interno dell’opacimetro troviamo una sorgente di luce ed una fotocellula dalla parte opposta; tra i due un condotto attraverso il quale passano i gas di scarico. Il software dello strumento, rilevando la differenza di luminosità causata dal particolato che offusca la sorgente, elabora una costante K che verrà confrontata con i limiti del veicolo in prova, determinando il superamento o meno del test.

analisi dei gas con telecamera di controllo
Analisi dei gas con telecamera di controllo (in alto a sinistra)

Questo procedimento, durante la revisione ministeriale, viene effettuato tre volte consecutive; il motore viene portato velocemente oltre i 3.500 rpm così da garantire la massima emissione in un breve lasso di tempo. L’analisi dell’opacità è ragionevole dai veicoli Euro4 in giù, quando il nemico n.1 dei motori diesel era appunto la fumosità. Ma dal 2005 in poi, con i primi Euro 5 e l’installazione di FAP e DPF sulla quasi totalità dei veicoli, il particolato è tendente a 0. Ora siamo nel 2017 e sentiamo spesso parlare di Nox, urea, sistemi di post-trattamento ultra tecnologici, ma lo strumento in dotazione ai centri di revisione per analizzare le emissioni dei diesel è sempre lo stesso, omologato nel secolo scorso, nel periodo in cui la Motorizzazione Civile diede le prime autorizzazioni ai privati per le revisioni. Per non omettere nessun particolare, nel 2015 gli opacimetri hanno subito un aggiornamento per il protocollo MCTC Net 2 mentre il tipo di analisi è rimasto lo stesso.

test dei fumi con motore a 3.500 rpm
Test dei fumi con motore a 3.500 rpm

Rimozione DPF/FAP ed opacimetro

Spesso si sente parlare di revisione ministeriale a veicoli che hanno subito la rimozione del dispositivo post-trattamento. Occorre fare un po’ di chiarezza. Quando si dice che la modifica non viene rilevata, ci troviamo davanti ad una grande fesseria. Per definizione (leggi sopra), l’opacimetro misura – anche se in modo approssimativo – il particolato. Come è possibile che non rilevi la rimozione del filtro anti-particolato?

Il particolato prodotto da un veicolo dopo la rimozione del dispositivo può essere uguale a quello generato da un veicolo con il dispositivo ancora installato?

Se fosse così, tutti coloro che hanno comprato un veicolo da Euro 5 in su, sono stati truffati e sarebbe lecita un’azione contro le case madri per risarcimento danni, ma non è mai stata fatta. Il grosso problema – che non permette legalmente di fermare questi veicoli in revisione ministeriale – sono i limiti K di opacità con cui questi veicoli sono omologati per legge, solitamente di 0,5. Questo dato lo troviamo nelle targhette presenti nei veicoli o nella pagina 1 del libretto di circolazione, nella voce V6.

Un veicolo con dispositivo post-trattamento funzionante nei 3 test di opacità mostra valori tra lo 0,00 e lo 0,10; uno senza dispositivo da 0,20 in su. La certezza assoluta di superare la prova con veicolo manomesso non esiste, ma c’è buona probabilità di superarla con valori di opacità che vanno da 0,20 a 0,50. Il responsabile tecnico sospetterà che il veicolo sia manomesso, ma non potrà fermarlo con una supposizione sui valori misurati dall’opacimetro.

Ma non solo questo.

A sfavore di tutti coloro che cercano di fregare il sistema, fortunatamente la revisione ministeriale è composta da più di 50 controlli oltre l’analisi dei gas di scarico. Tra questi, ricordiamo che i veicoli con spie accese non possono superare la revisione ministeriale con esito positivo e le probabilità di averla accesa a seguito della rimozione del dispositivo di post-trattamento sono alte. Diffidate della garanzia “nessuna spia accesa” promessa spesso da chi effettua questi lavori. Sicuramente con il tempo ne compariranno alcune a causa dei valori alterati nella centralina manomessa e in pochi saranno capaci di capirne le cause (meccanici autorizzati compresi).

Durante il controllo, sul veicolo sollevato sul ponte viene controllato visivamente lo stato di tutta la linea di scarico. Se ci fossero eventuali modifiche al dispositivo di post-trattamento (come ad esempio un tubo diretto al posto del filtro), il veicolo potrà essere sospeso dalla circolazione anche con esito positivo dell’analisi dell’opacità.

ATTENZIONE!

L’esito negativo per le revisioni ministeriali di un veicolo che genera inquinamento è: “Sospeso”. Quest’ultimo, ben più grave dell’esito “Ripetere” dovuto ad altre irregolarità. Con l’esito sospeso, il veicolo non potrà circolare su strada se non dopo l’esito regolare della revisione successiva (sempre se la riparazione venga eseguita correttamente e vi assicuro che non è così scontato). Solitamente, dopo un esisto sospeso sono più le auto che finiscono al macero che quelle che tornano al centro di revisione. Pensateci.

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Articolo scritto da Diego Brambilla


Nel 2010, fresco di maturità scientifica, muove i primi passi in autofficina orientandosi nel ramo delle revisioni ministeriali. Dopo due anni come assistente di linea ottiene il certificato di Responsabile Tecnico che gli permette di esercitare senza limiti la professione. La leadership aziendale e la grande passione per i collaudi nel 2016 lo portano a coordinare sia la parte logistica che quella amministrativa del centro revisioni multilinea. Dal 2017, dopo due anni di interesse per le associazioni di categoria, collabora per la diffusione dell’Associazione ICC in Lombardia diventando responsabile regionale. | Linkedin | Facebook |


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