revisione auto pneumatici diversi

Suggerimenti per evitare di essere quell’automobilista su 10 che arrivato alla revisione ministeriale con gli pneumatici irregolari è costretto a sborsare più di quanto avrebbe speso se solo non si fosse fidato “ciecamente” di Internet (e di un gommista truffatore)

revisione auto pneumatici diversi

Il controllo degli pneumatici è da sempre il primo della revisione ministeriale, essendo tra i componenti più soggetti ad usura in un veicolo. Inoltre è abbastanza semplice rilevarne lo stato.

Per effettuare un controllo accurato, oltre all’analisi visiva del battistrada, occorre verificare con la carta di circolazione la compatibilità con le misure previste dalla casa-madre.

carta-circolazione-controllo-pneumatici-revisione

Dall’entrata in vigore del protocollo MCTC-Net2 nel 2015, il responsabile tecnico è tenuto a compilare un modulo digitale inserendo per ogni pneumatico: marca, modello, misura e altezza battistrada. Il software di revisione, in maniera completamente autonoma, confronta i limiti di legge e le normative vigenti con i dati inseriti decretando il superamento o meno della prova.

esito finale revisione controllo pneumatici
Esito finale sul controllo agli pneumatici durante la revisione

Anche se i requisiti richiesti dallo Stato per essere idonei alla circolazione sono alla portata di tutti, 1 veicolo su 10 arriva in sede di Revisione Ministeriale con pneumatici non regolari. Con “alla portata di tutti” si intende mettere alla luce i limiti di legge spaventosamente inadeguati al parco circolante attuale. Per un autoveicolo generico si richiedono 1,6 mm di battistrada (poco più di un millimetro e mezzo) per superare il controllo limite ragionevole per una Fiat 500 del 1960 con gomme 125S R12 (125 mm di larghezza). Un po’ meno per una VW Golf contemporanea con misura 225/45 R17 (225 mm di larghezza. Quasi il doppio!)

La conseguenza diretta della ricerca del pneumatico sempre più largo da parte delle case automobilistiche, abbinata alla staticità dei limiti di legge, porta ad avere veicoli classificati come sicuri con pneumatici al limite sempre più pericolosi, soprattutto in caso di aquaplaning. Il discorso si può tranquillamente estendere alle gomme termiche che – pur facendo riferimento al limite unico di 1,6 mm – si considerano pericolose sotto i 4 mm per via della scomparsa progressiva delle lamelle che conferiscono la caratteristica “antineve”.

L’unico punto a favore di questo limite preistorico, è che l’automobilista premuroso, spesso si reca a sostituire gli pneumatici o a chiedere una consulenza intimorito dai battistrada visivamente consumati molto prima di raggiungere il limite. Ad ogni modo, state tranquilli! Dove non arriva il buon senso delle persone, arriva la discrezionalità dei responsabili tecnici professionali che hanno la facoltà di classificare come irregolari gli pneumatici con battistrada superiore a 1,6 mm, ma giudicati pericolosi.

Se è così facile essere in regola con i requisiti richiesti dallo Stato, perché una percentuale così alta di veicoli non è a norma?

Tralasciando la consueta noncuranza di alcuni automobilisti, il dato allarmante è che tanti veicoli circolano con pneumatici non conformi alla carta di circolazione. Questa affermazione fa pensare al Tuning seppur, in questi casi, non stiamo parlando di elaborazioni. I dati che più frequentemente non corrispondono all’omologazione sono l’indice di carico, il codice di velocità e il tipo di pneumatico.

Prima di proseguire, occorre conoscere i dati principali contenuti nella misura di un pneumatico. Vediamo un esempio:

  • Misura  225/45 R17 91V
  • 225-Larghezza pneumatico espresso in mm
  • 45-Rapporto percentuale tra l’altezza della spalla e la larghezza del pneumatico
  • R-tipo di carcassa (radiale in questo caso)
  • 17-Raggio del cerchio espresso in pollici
  • 91-Indice di carico (in questo caso 615 Kg a gomma) [vedere tabelle]
  • V-Codice velocità (in questo caso 240 km/h) [vedere tabelle]

In aggiunta, potremmo trovare sigle come m+s (gomme mud & snow) o C (gomme da carico), caratteristiche fondamentali per la scelta di un pneumatico conforme.

L’origine dell’errore è la ricerca disperata al prezzo più basso sia quando l’automobilista vuole fare da sé nelle piattaforme di e-commerce di vendita pneumatici, sia quando il gommista truffatore vuole “guadagnarsi” il cliente con il preventivo più basso. Pneumatici apparentemente simili della stessa marca possono avere prezzi differenti in base al variare dei dati considerati erroneamente secondari.

Come riconoscere un preventivo serio da uno approssimativo

I preventivi validi vengono fatti da parte di un professionista sulla base della carta di circolazione, più precisamente della pag.3 in cui sono riportate integralmente tutte le misure degli pneumatici omologati per il determinato veicolo. Diffidate di coloro che si basano sugli pneumatici già installati; potreste facilmente rimanere vittime di un doppio errore. Ma anche di coloro che fanno riferimento a siti web di dubbia veridicità. E’ facile riscontrare differenze degli pneumatici omologati anche per lo stesso veicolo con una diversa motorizzazione o allestimento.

Potrei portare decine di testimonianze di automobilisti che in seguito all’esito “Ripetere in Revisione Ministeriale” per gomme non conformi alla carta di circolazione, hanno dovuto ripetere la spesa del cambio pneumatici due volte in un mese. Il caso più eclatante fu un Ford Transit che per risparmiare 30€ sui 6 pneumatici…ne spese complessivamente quasi 1.300!

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