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Cosa devono fare automobilisti ed autoriparatori per non subire la follia dello stop ai motori endotermici?

Dal 2035 ecco cosa deve fare un autoriparatore dopo lo stop ai motori endotermici

L’Unione Europea ha deciso dal 2035 di cessare la produzione di auto con motori endotermici (addio benzina e diesel). La parola d’ordine sarà solo auto elettriche.

stop auto motori endotermici commissione europea 2035

In Italia ad oggi – non solo scarseggiano colonnine ed altri sistemi di ricarica – ma sono anche male distribuite da Nord a Sud. Gli attuali utilizzatori di auto elettriche devono caricarle presso la propria abitazione (difficile per chi vive in un condominio) oppure attraverso le poche colonnine presenti in alcune città con tempi di ricarica che arrivano a 4 ore ed anche oltre. Sarà difficile ritrovarsi nel 2035 con una capillare rete di stazioni di ricarica su tutto il territorio nazionale.

pulmino elettrico enrico letta campagna elettorale

E’ recente la notizia dell’inconveniente del pulmino elettrico utilizzato da Enrico Letta durante la sua campagna elettorale. Con il mezzo ormai scarico, il segretario del Partito Democratico ed il suo staff hanno dovuto utilizzare un’auto sostitutiva in quanto non vi erano punti di ricarica nelle vicinanze.

Ora, immaginiamo se lo stesso problema accadesse ad un mezzo dato in dotazione alle Forze dell’Ordine, un’ambulanza, pullman di linea ecc. Quanti disagi si verrebbero a creare non solo per quanto riguarda la presenza di colonnine di ricarica ma anche per i tempi necessari per ricaricare gli stessi veicoli? E’ palese ormai come l’imposizione dell’elettrico sia una scelta esclusivamente politica calata dall’alto.

Il 9 giugno 2021 Il Sole 24 Ore definiva l’auto elettrica ancora un prodotto di nicchia. Oltre ad un numero ancora limitato di colonnine di ricarica, ricordiamoci che non tutti posseggono un box auto dove poterle ricaricare. Una cosa è certa, al momento l’auto elettrica contribuisce soltanto ad impennare i prezzi delle materie prime: litio +640%, titanio +169%, cobalto +53%.

ritardo consegne auto nuove crisi microchip

La caccia ai metalli per le batterie scatena una guerra non solo tra i produttori storici (es. Panasonic o Lg). Aziende come Tesla meditano ormai da tempo su come investire in Cile per ottenere il litio (fino a poco tempo fa neanche preso minimamente in considerazione). La triste realtà è che al momento il 60% delle forniture proviene dallo sfruttamento dei bambini nella Repubblica Democratica del Congo (a fine luglio c’è stata una violenta rivolta civile).

sfruttamento minori miniere cobalto

Non serve a nulla eliminare le auto diesel e benzina per abbattere il Co2. La Cina con le sue fabbriche (dove è presente tutta la manifatturiera dell’automotive) è la maggior produttrice mondiale di biossido di carbonio.

emissioni co2 cina

L’impatto della crisi delle materie prime nel settore dell’autoriparazione

Siamo tutti a conoscenza dei ritardi sulle consegne di auto nuove. Purtroppo la mancanza di materie prime – dovute soprattutto dagli scenari politici attuali – da tempo inchioda il mercato automobilistico. Bisognerà fare i conti anche con le riparazioni, in particolare quelle riguardante la componentistica elettronica.

Nel trevigiano, pochi giorni fa, un’automobilista dopo aver sborsato ben 30 mila euro per l’acquisto una Jeep, ricorse all’assistenza di un’associazione dei consumatori per riottenere la somma spesa. Il motivo era appunto la mancanza di ricambi che non permettono alla casa-auto di ripristinare in garanzia dei problemi di natura elettronica. La concessionaria dovette accontentare il cliente restituendogli tutto il denaro. Fortunatamente la sua auto aveva pochi mesi di vita, quindi ancora coperta dalla garanzia della casa automobilistica. Ma cosa accadrebbe su un’auto senza copertura? Certamente resterebbero ferme diversi mesi in attesa di una centralina o un semplice sensore. Casi del genere, oramai, sono all’ordine del giorno. Ovviamente, l’inasprimento della crisi delle materie prime incrementerà ulteriormente questi i ritardi.

Autoriparazione: Cosa cambierà nel 2035?

Gli scenari politici sopra citati non lasciano ombra di dubbio. A nostro avviso l’autoriparatore avrà a che fare con motori endotermici anche dopo quella fatidica data. Anzi, dovrà investire sempre di più in formazione ed attrezzature. Al momento abbiamo quasi il 30% di veicoli circolanti dotati di cambio automatico su cui pochi sanno eseguire la manutenzione o la revisione. Per non parlare delle vetture dotate di filtro antiparticolato. Rileggete attentamente il nostro ultimo articolo riguardante la decisione da parte della Commissione Europea di punire, attraverso dei nuovi controlli serrati, gli automobilisti che hanno manomesso le proprie auto ed eliminato il filtro antiparticolato. Date anche uno sguardo al video qui in basso.

Occorreranno attrezzature per la pulizia periodica dei filtri antiparticolati. Infatti le stanno già vendendo agli autoriparatori. Peccato solo che siano attrezzature inadeguate (ne parleremo nel prossimo articolo). Quindi, fate molta attenzione!

Le auto con motori endotermici prodotti fino al 2034 spariranno all’istante? Assolutamente no! Circoleranno mediamente per altri quindici anni ed entreranno nelle officine come avviene tutt’oggi. Quindi niente paura. Piuttosto, cercate di portarvi a casa dei “clienti buoni” che vi permettano di lavorare a delle soddisfacenti condizioni economiche. Evitate quanto scritto nell’articolo di Notiziario Motoristico firmato da David Giardino sulla nascita di molti network con assurdi accordi al ribasso.

In passato mettemmo in guardia i meccanici con diversi articoli, puntando il dito su alcuni gestori di network di officine. Non si possono proporre reti con tariffe orarie di manodopera poco sopra 20 euro e zero ricavi sui ricambi. I promotori dovrebbero gestire un’officina di tasca propria con queste stesse condizioni economiche. Durerebbero un paio di mesi prima di cessare l’attività.

E’ per questo che – mediante il nostro sistema di canalizzazione dell’automobilista privato presso le autofficine da noi selezionate e monitorate – soddisfiamo quanto più possibile offerta e domanda. L’esperienza maturata in passato ci ha reso particolarmente consapevoli. Anni fa cercammo di creare una rete di officine assieme a dei ricambisti. Ma la cosa non fu fattibile. Non è possibile creare una rete di assistenza per i privati con coloro che sacrificano gli autoriparatori alle flotte aziendali.

Da qualche settimana abbiamo iniziato una partnership con un’azienda specializzata in formazione e fornitura attrezzature. Al momento siamo molto soddisfatti di come stiano andando le cose. A breve presenteremo questa azienda attraverso una video intervista con il loro CEO.

Per richiedere assistenza presso una delle nostre officine compilate il modulo di accettazione. In fondo alla pagina troverete anche l’elenco delle località attualmente coperte. Qualora non soddisfino le vostre esigenze, scriveteci attraverso il modulo contatto. Cercheremo di trovare un fornitore nella vostra zona nel minor tempo possibile ovviamente purché rispetti i criteri di Autofficina Sicura.

Di seguito un breve riepilogo:

  • Selezione delle officine per servizi erogati e non per semplice copertura territoriale (se non abbiamo officine in determinate zone vuol dire che nessuno vuole lavorare con noi attraverso i nostri sistemi di controllo);
  • rilascio di un corretto, completo e legale preventivo attraverso il nostro portale web e controllo da parte del nostro staff;
  • assistenza anche dopo l’intervento;
  • garanzia su ricambi auto e sulla manodopera dell’autoriparatore.

Versione video dell’articolo

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