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I tutorial online sulla manutenzione auto distruggono il settore dell’autoriparazione, creano danni all’ambiente, mettono a rischio la sicurezza di coloro che li applicano

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In questi giorni, alcuni ricambisti mi hanno segnalato i tutorial disponibili sul sito e-commerce Autodoc. Abbiamo dato uno sguardo certi di trovare video su semplici interventi di manutenzione. In realtà vengono pubblicati tutorial per lo smontaggio di particolari componenti: ammortizzatori, cuscinetti e mozzi, cinghie e pulegge ecc.

Il pannello del sito e-commerce di Autodoc

Smaltimento dei materiali tossici

Non siamo mai stati fautori del “fai da te”. Innanzi tutto per mancanza di buon senso da parte degli automobilisti. Dopo aver sostituito batterie o cambiato il lubrificante del motore, li gettano nell’ambiente invece di recarsi presso i centri di raccolta autorizzati.

Sarebbe il caso di togliere alcuni articoli dalla libera vendita? Molti inveiranno ad una proposta del genere. Si potrebbe però applicare un prezzo maggiorato in fase di acquisto. Eventualmente con un rimborso parziale presentando una ricevuta di avvenuto smaltimento.

Un altro problema sono i cittadini che – privi di residenza – non possono smaltire i rifiuti nemmeno presso le isole ecologiche. Tempo fa scrissi un articolo sul fenomeno degli extracomunitari che effettuano interventi di manutenzione direttamente su strada fuori dai luoghi di lavoro.

L’immagine in basso si commenta da sola. Un tizio gettato a terra sotto un furgone sollevato senza cavalletto di sicurezza e con un bambino vicino.

Un meccanico abusivo mentre opera indisturbato per strada con accanto un bambino

Molti automobilisti che si servono di certi individui credono veramente di fare la scelta giusta. Di seguito un commento rilasciato su questo nostro video.

meccanico-abusivo-senza-sicurezza

La sicurezza sul lavoro ed il rischio di infortuni

Avete mai osservato un autoriparatore mentre sostituisce gli ammortizzatori anteriori? Come riporta anche il video tutorial di Autodoc, utilizza un specifica pressa per togliere le molle. Per quale motivo mostrano questa operazione? Un’automobilista non acquisterà mai un attrezzo del genere!

Prima che venissero messe in commercio le presse, gli ammortizzatori si posizionavano sulla morsa con dei ganci saldati su due steli filettati pressando la molla manualmente. Innumerevoli le volte che quest’ultima sfuggiva ferendo l’autoriparatore. Ma come possono incoraggiare il “fai da te” di questo tipo?

Per non parlare poi dei cuscinetti e mozzi ruota. Senza una pressa idraulica è impossibile toglierli dal fusello.

togliere-cuscinetti-mozzi ruota-senza-pressa-idraulica

Sempre più curioso, ho cercato un tutorial sulla sostituzione dell’olio del cambio automatico. Non ci sono video. L’utente viene semplicemente invitato a partecipare alle conversazioni sul forum. Su questi, ognuno sentenzia quasi sempre senza una reale competenza in materia.

Nella gran parte dei cambi automatici occorre eseguire due operazioni: svuotamento totale del cambio e lavaggio in fase di inserimento dell’olio nuovo. Indispensabili l’uso di un macchinario non certo economico ed un ponte per sollevare l’auto. In alcuni casi è necessario smontare le traverse per sfilare anche la semplice coppa. Come mostrato nel filmato girato su questo Range Rover, senza abbassarle non si riesce a sfilare nemmeno il filtro originale.

autodoc tutorial manutenzione cambio autmatico

Il “fai da te” su rulli e cinghie

Sostituire una cinghia di distribuzione non è un’operazione alla portata di tutti. Il rischio di mettere fuori fase il motore è altissimo (capita spesso anche all’autoriparatore esperto). Se una cinghia venisse montata in maniera sbagliata o fissato erroneamente un rullo tenditore, tutte le valvole della testata si piegherebbero. A questo bisognerebbe mettere l’auto sul carroattrezzi e portarla in officina spendendo una fortuna.

Mi sono fatto anche una domanda. Forse questi tutorial si rivolgono agli autoriparatori che acquistano dal sito? Molto probabilmente trovano offerte migliori rispetto a quelle dei ricambisti di zona. Ma forse sarebbe opportuno rendere i video accessibili solo a chi si registra con Partita Iva e ragione sociale scoraggiando gli automobilisti privati.

Riflessioni sulla filiera commerciale italiana

Autodoc è un distributore tedesco (sede e deposito ricambi in Germania). Ma se gli autoriparatori acquistano ricambi direttamente su questo sito, ricambisti e distributori locali non potranno mai competere. Eppure in Italia non mancano siti e-commerce molti dei quali gestiti dai ricambisti e – sicuramente – da qualche distributore.

Nonostante una massiccia concorrenza, Autodoc cresce velocemente (+114% solo nel 2017). Tralasciando il fatto che un ricambista mai potrebbe tenere il passo, come mai non ci riescono colossi come Rhiag e Ovam? Anni fa, quest’ultime provarono a lanciarsi sul mercato del privato ma senza successo (forse a causa di strategie errate ed inconsapevolezza sulle reali necessità del consumatore finale).

Purtroppo i governi succeduti negli anni non hanno mai reso deducibili gli interventi di manutenzione delle auto. Immaginate una riduzione delle tasse presentando le fatture rilasciate in officina. Avremmo meno catorci in circolazione ma – soprattutto – meno abusivismo e rifiuti abbandonati nell’ambiente e maggior professionalità.

In questo momento particolare, occorre permettere all’autoriparatore – ed al suo ricambista – di riprendersi una fetta di mercato sfuggita troppo velocemente. Per anni – senza esiti positivi – abbiamo provato a farlo capire ai gestori delle reti di officine. Gli investimenti più esosi, vengono sempre destinati alla sterile pubblicità auto-referenziante. Oppure ad inutili eventi dove si parla di tutto tranne di come vendere al consumatore finale.

La pandemia, è stata una inevitabile doccia fredda. Ma se i protagonisti della filiera sperano di tornare al 2019, difficilmente vedremo una ripresa. Anzi sarà più probabile assistere a qualche ridimensionamento dei network di officine.

Di seguito un video dove mostriamo le sezioni del sito e-commerce di Autodoc con tutti i tutorial rivolti all’automobilista. Inoltre diamo la nostra soluzione a questo fenomeno che – non solo – sta danneggiando la categoria degli autoriparatori ma rende anche rischiosa la manutenzione auto “fai da te”.

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12 commenti su “I tutorial online sulla manutenzione auto distruggono il settore dell’autoriparazione, creano danni all’ambiente, mettono a rischio la sicurezza di coloro che li applicano”

  1. Mi sembra esagerato prendersela con chi è in grado di farsi un po’ “fai da te” solo perchè in giro ci sono stranieri che riparano le loro auto per la strada. Io l’ho sempre fatto, dalle moto alle auto e ho sempre smaltito l’olio dove andava smaltito. Poi se ci si avventura in operazioni di cui non si hanno gli attrezzi e le conoscenze giuste è un problema di chi lo fa, personalmente tutto quello che posso me lo faccio da solo. Purtroppo i meccanici non trattano l’auto del cliente come fosse la propria, io me ne prendo cura anche con un semplice cambio di olio come nessun meccanico mi ha mai dimostrato di fare. Basti pensare al lavaggio del sistema di lubrificazione e all’uso di additivi, il 90% dei meccanici non li usano e non ci credono. lo ritengo assurdo e dimostrazione di scarsa conoscenza e competenza, visto che la chimica ha fatto passi da gigante non può non essere considerata anche nel campo della meccanica. Quando la categoria degli autoriparatori diventerà realmente credibile, allora forse porterò la mia auto in officina anche per un banale cambio di olio.

    1. Anche tu stai generalizzando. Abbiamo fatto esempi specifici. Tu sei in grado di sfilare una molla dell’ammortizzatore? Come sfileresti un cuscinetto ruota dal fusello?
      Se smaltisci correttamente l’olio buon per te e per tutti noi, ma sei uno dei pochi che lo fa.

  2. Allora, è ovvio che a Voi dà fastidio se uno il lavoro se lo fa da sé e non va a spendere soldi (molti) in un’officina, ma dovete anche pensare, e accettare, che ci sono moltissime persone che di meccanica se ne intendono, come il sottoscritto, che hanno una discreta attrezzatura e che molti lavori se li fanno in garage, come il cambio delle cinghie, compresa quela di distribuzione, l’olio, i filtri, pastiglie e pinze freni, ceppi dei freni a tamburo, termostato, ammortizzatori e che l’olio esausto lo vanno a consegnare in discarica insieme alle batterie e ai pezzi usurati. Non fate di tutta un’erba un fascio, tutti hanno il diritto di fare manutenzione alla propria auto e hanno il diritto di risparmiare. come faccio io che i ricambi li compro tutti su internet e mi faccio il lavoro. Mai avuto un incidente, mai fatto male, mai perso pezzi per strada, mai avanzato dadi e bulloni…! Ho anche un auto storica, che ho ristrutturato completamente con le mie mani, motore compreso, ed è omologata ASI…

    1. Carissimo Fabio non stiamo generalizzando ma devi sapere che alla nostra redazione arrivano email di gente che mette le mani sull’auto senza riuscire a completare i lavori in maniera corretta. Nel filmato sono stati presi come esempio gli ammortizzatori anteriori e cuscinetti.

      Sai cosa succede se si prova a sfilare una molla dell’ammortizzatore senza la pressa?
      Perché mostrare la sostituzione della distribuzione a gente che non sa cosa sia la fase motore? Poi ci scrivono perché vorrebbero l’assistenza telefonica gratuita per rimontare distribuzioni ed addirittura le testate.

      Quindi non scrivere che ci dà fastidio il fatto che facciate da soli un cambio olio motore. E ricorda siamo gli unici che fanno le pulci ai meccanici che si prendono gioco di voi.

      https://www.autofficinasicura.com/24916-meccanico-lavoro-in-nero/

      Sempre nel filmato abbiamo specificato che non bisogna incoraggiare gli automobilisti a lanciarsi in lavori rischiosi e che richiedono attrezzature che difficilmente acquisterebbero.
      Poi c’è lo smaltimento illegale di batterie e lubrificanti, ma quello è un argomento che tratteremo successivamente con foto ed articoli recenti.

  3. Salve, bhè come in tantissimi altri settori, purtroppo, in questi ultimi anni nel mondo dell’Autoriparazione si sentono e vedono cose ”Allucinanti”
    Ben venga l’informazione, Ok alla crescente disponibilità di Risparmio ma………
    Sono un Autoriparatore con oltre 35 Anni di Lavoro in Proprio, e di situazioni molto particolari né ho vissute.
    Ora all’inizio del ”Boom” di Internet sembrava che le cose potessero andare meglio non sono per i Clienti ma sotto un certo punto di Vista anche per Noi del Settore.
    Ma…… non è passato molto Tempo che ho’ dovuto ricredermi, accenno solo qualche caso successomi Personalmente.
    Cominciamo con il dire che pianificare un Intervento in Officina per un Cliente non è poi così semplice ( Forse per qualche tagliando Periodico ) in altro modo i Ricambi che si acquistano sù Internet nelle migliori delle Ipotesi ci vogliono 2 / 3 Giorni per averli. Sé sono sbagliati molte Volte lo scopri quando smonti e confronti, per Esempio il filtro Olio di un Normalissimo 1.3 Multijet, ci sono 2 Modelli, non entro nei Particolari altrimenti dovremmo scrivere un altra ”Enciclopedia”.
    E l’Attrezzatura ??? e i Permessi – i Registri quello dello Smaltimento Rifiuti Tossici Olii Solventi ecc…. – Controllo e Taratura Attrezzature – Aggiornamento Diagnosi ( Ogni 3 Mesi ) Si beh con pagamento Annuale – in molti casi più di una – Corsi di Aggiornamento ( Una media 2 / 3 allìanno – Visite del Lavoro – Pos Conto Corrente – Tasse Comunali – Commercialista – Affitto – Camera di Commercio – Luce – Tasse – e mancano ancora parecchie cose.
    Altra Esperienza, ormai 11Anni fa’ il Figlio di un Nostro Cliente ( attraverso il Papà ) Ordina il Kit Distribuzione e Kit Frizione nel Sito da Voi menzionato, Ovviamente, Kit Frizione Sbagliato senza il Gruppo Volano Bimassa e Distribuzione mancante delle Cinghie Ausiliari e Rispettivi Cuscinetti.
    Alfa Romeo 147 JTD
    Auto ferma sul Ponte per 23 giorni, ovviamente la responsabilità sia per il Sito sia per Noi chi ha’ fatto l’Ordine, ( Aveva detto: a ma adesso con i Dati del Libretto è impossibile sbagliare ) e…. a voglia a raccontarne…. Quindi da allora evitiamo di eseguire lavori con Ricambi Acquistati dal Cliente ( Specialmente tramite Internet ) e nei Rari casi i Ricambi devono essere acquistati da Ricambisti della Zona e applichiamo la tariffa Oraria Piena cioè Euro 35,oo più IVA.
    Permettete una ” Battuta ”…….. Provate ad andare dal Dentista – dall’Idraulico da un Elettricista o men che meno in Ospedale a dirle si però le Medicine il Materiale lo compro Io…..
    Per finire chiedere un Preventivo non Costa nulla ( o quasi ) e ogni Uno faccia il Suo Mestiere, ma che certi Energumeni si permettano di Giudicare o Peccio di Infamare, chi credo come Me ” Noi ” Autoriparatori bhè…….
    Se un Auto Officina è Cara cercatene un altra, Ovviamente in Regola, se un Autoriparatore è Incapace…. ( non capisco come possa Lavorare ) di nuovo cercatene un altro, poi per la Gran Carità i Disonesti ci sono sempre Stati ma questo in Tutti i Settori, e poi…… xchè nelle Concessionarie vanno pagano e ”Muti”???
    Un Grazie Particolare a Voi di Auto Officina Sicura che Divulgate anche questi Ottimi Articoli

    1. Concordo pienamente.
      Purtroppo va anche detto che in questo settore ricambiati e distributori hanno sempre fatto il lavoro da “bottegaio” coinvolgendo in progetti fallimentari migliaia di autoriparatori.
      Quando presentano i loro network investono migliaia di euro per feste, fiere, gadget ecc.
      Poi pretendono che gli canalizzi a gratis i clienti privati nelle loro officine affiliate.
      Il web è una grandissima fonte di clienti, ma solo per chi sa usarlo correttamente.

    2. Sig. Baldo massima stima e rispetto per il suo lavoro. Io sono un cliente e mi chiedo sempre quando entro e mi guardo intorno e osservo tutto quello che c’è come possa campare un officina con soli 35€/h.
      Appare evidente che quella tariffa da sola non basta e che il ricarico sui ricambi diventa un introito fondamentale e qui sarebbe utile fare un ragionamento.
      Lo chiedo senza cena polemica perché l’esempio del ristorante in cui mi porterei gli spaghetti 3 straabusato.
      Il vostro lavoro é “esser capaci di intervenire e riparare le auto” oppure vendere pezzi?
      Cordialmente

  4. Buongiorno, giusto lo spirito del vs. articolo, però bisognerebbe capire perchè le persone sempre più si avventurano nel “fai da te”. Secondo me prima di tutto per il risparmio ma non secondario il fatto che sia officine “normali” che concessionarie nel tempo hanno fatto perdere fiducia in quello che fanno. Chi sarebbe contento di ritrovarsi un conto su lavori addirittura non fatti o pezzi non sostituiti? Vi assicuro che capita troppo spesso e lo dico a ragion di causa (non sto a dilungarmi su chi sono e le mie esperienze nel settore).

  5. Io non lo riterrei un grosso problema e quei video (che ho visto) a mio giudizio non sono tutorial.
    Nessun hobbysta o grande appassionato disporrá mai dell’attrezzatura mostrata e parallelamente nessun autoriparatore che si rispetti può imparare qualcosa che già non sappia da quei video.
    Sono video che possono, su argomenti specifici incuriosire qualcuno, come me e credo nulla di più.
    Il problema é ben altro e atavico.
    Non riuscire a rinunciare al margine sui ricambi a fronte di un prezzo di listino che é puramente teorico quando il core business di un’officina dovrebbe essere prevalentemente la mano d’opera.
    Basterebbe dire che questa vale e costa non meno di 50-60€. (Perché non meno di questo vale, lo sappiamo)
    E rigirare al cliente i ricambi al costo o quasi.
    Costo che chiaramente non sarà mai quello di autodoc ma giustamente lievemente maggiore dato che il tempo é denaro e l’autoriparatore deve poter alzare il telefono e riceverli al volo.
    Si passa da disonesti anche se non lo é fatturando 100 in ricambio che io so che posso pagare 45. Si passa da disonesti anche se la mano d’opera é segnata (sottoposto) tipo a 35€/h.
    Concludo dicendo che io continuerò per passione e volontà ad eseguire piccoli interventi sulle mie vetture mai oltrepassando il mio livello di capacità, mai compromettendo la sicurezza e conferendo correttamente il rifiuti speciali.
    Ed é una scelta che in pochissimi percorrono per passione. Di questi sono certo che molti preferirebbero rivolgersi ad officine oneste.
    Riguardo agli estore di ricambi esistono realtà italiane con assortimento e convenienza analoga al colosso tedesco, ma che elabora o e spediscono più velocemente. Penso sempre che se avessi un officina mi farei un mini magazzino dei ricambi o dei lubrificanti specifici che mi capita più frequentemente di usare. Magari in tanti già lo fanno…

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