manutenzione auto con tanti km

Pratici consigli ad un’automobilista che prima della crisi era abituato a cambiare auto frequentemente ed ora si ritrova a commettere troppi errori con la manutenzione di una vettura con tanti chilometri

manutenzione auto con tanti km
Foto: newrepublic

Il mercato auto in Italia sembra essere ripartito. Non si vede ancora l’exploit del 2007 (con oltre due milioni e mezzo di nuove immatricolazioni) ma è comunque un inizio se consideriamo che la crisi che si è abbattuta sul settore è iniziata nel 2009 ed è durata fino a due anni fa.

Importante notare che, oltre ai numeri delle immatricolazioni, si è rimesso a camminare anche il fatturato nel mondo dell’autoriparazione.

Tuttavia dobbiamo tenere a mente una cosa. Prima di questa crisi il mercato per oltre 15 anni aveva abituato il cliente medio ad acquistare molto spesso un’auto nuova. Questo, soprattutto in uno dei paesi mediterranei dove la proprietà pluriennale dell’auto era quasi una religione.

Il risultato in termini di abitudine è che lo stesso cliente ha imparato a gestire i primi due o tre anni di manutenzione presso la rete di assistenza ufficiale casa-auto alla quale restituiva il mezzo semi-usato e certificato in cambio di una vettura nuova. Per effetto di ciò, molti automobilisti non sono stati più in grado di gestire un veicolo con molti anni (senza più copertura delle garanzia della casa automobilistica).

Gli italiani non hanno mai avuto grande attenzione per la manutenzione puntuale della propria auto. Inoltre, l’abitudine di tenerla massimo 3/4 anni non ha permesso allo stesso automobilista di imparare ad utilizzare sistemi di manutenzione alternativi alla concessionaria.

Ad oggi, migliaia di automobilisti (se non addirittura milioni) non conoscono il mercato del ricambio aftermarket (complice anche la disinformazione di alcuni canali) e delle reti di autoriparatori indipendenti. Quello che appare più insolito, è che in quel periodo che va dal 2010 fino a tutto il 2013, il mercato auto ha segnato flessioni continue, non solo nel canale di vendita auto ma persino nel settore autoriparazione e ricambi. Colpa anche delle restrizioni fiscali, sicuramente, ma anche del cambio di abitudini di uso quotidiano del mezzo.

Ed ecco la prima contraddizione: nei primi anni della crisi, la riduzione dell’uso dell’auto ha chiaramente ridotto l’ammontare della spesa annua. Ma la cosa strana è che la spesa per manutenzione è crollata progressivamente anno su anno nonostante l’aumentare dell’anzianità media del parco circolante. I motivi sono molteplici ed alimentano alcune preoccupazioni. Ad esempio molti italiani hanno rinunciato a interventi programmati necessari sulle loro auto oppure – peggio ancora – per la manutenzione si sono rivolti presso operatori poco trasparenti (autofficine abusive, manutenzione “fai da te”, utilizzo di ricambi usati acquistati presso gli autodemolitori) e magari pagando “a nero” auspicando un risparmio rispetto alla rete ufficiale o per evitare la maggiorazione dell’Iva.

Non stiamo parlando solo di un problema fiscale, ma anche di incognite sulla sicurezza del mezzo su strada. I problemi purtroppo non sono finiti. Ancora oggi, per molti automobilisti e piccoli titolari di flotte, resta il problema di capire come è costruito un preventivo o una scheda intervento correttamente dettagliati delle informazioni necessarie a comprendere la reale entità di sconti e prezzi. Ma anche le informazioni che permettono di risparmiare veramente senza rinunciare alla qualità dell’intervento e salvaguardando la garanzia ufficiale. Così come saper scegliere tra diverse famiglie di ricambi, oppure conoscere ad esempio la differenza tra portali, preventivatori, banche dati.

Cominciando da questo articolo cercheremo di far conoscere a tutti gli automobilisti (imprese proprietarie di flotte o privati cittadini) le regole basilari per mantenere sempre in ottimo stato la vostra auto (anche vecchia) senza dover spendere un capitale ma utilizzando servizi e ricambi sicuri.

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