Il noleggio a lungo termine cresce del 1%. Qualcuno esulta. Noi riflettiamo!

Il settore del noleggio a lungo termine in Italia non ha ancora finito di gioire (timidamente) per i dati positivi delle immatricolazioni del 2010-2011.

A smorzare l’entusiasmo ci penseranno nuove nubi all’orizzonte, peggiori dalla crisi del 2008.

Il mondo teme una nuova recessione. Le banche mondiali ballano sulle montagne russe della borsa e molte di esse sono compagnie a capo di società di noleggio a lungo termine operative in Italia.

A luglio ING Bank ha venduto il suo ramo ING Car Lease ad Alphabet (Gruppo BMW). E’ forse un segnale di una ripresa o di una grande sofferenza del settore?

Esistono in Italia motivi per temere che il 2012 non riuscirà a prolungare il momento felice? Temo di si. Nel nostro paese il mercato del noleggio a lungo termine sconta almeno tre condizioni sfavorevoli:

  1. Restano oggettivamente bassi i volumi di noleggio a lungo termine di auto e veicoli commerciali. In compenso permane un predominio sul mercato di pochi operatori che conseguono la maggior parte dei volumi di vendita rispetto alla totalità dei noleggiatori. La pubblica amministrazione è diventata il cliente “preferito” proprio a causa dell’assenza di clienti privati. Visti gli scarsi numeri, cosa accadrebbe se alcune società di noleggio rinunciassero al mercato italiano? Quali effetti subirebbe l’intero comparto? Quanti posti di lavoro andrebbero persi?
  2. Il trattamento fiscale del noleggio a lungo termine in Italia rispetto all’Europa è notoriamente vessatorio (e controproducente visto che per contratto tutto viene fatturato al 100%). E’ per questo che il noleggio a lungo termine non conquista le piccole imprese che sono pur sempre la maggioranza. Con margini sempre più ridotti e costi sempre più alti e fuori controllo, il mondo del noleggio rischia di ridurre sempre di più i profitti aumentando i problemi nei pagamenti e nella concessione di credito. Non converrebbe acquisire anche i minifleet?
  3. La questione Fiat. Il gruppo è l’artefice delle immatricolazioni di auto nel noleggio a lungo termine per il mercato italiano. In questi mesi il titolo in borsa sta soffrendo, colpa delle previsioni del settore auto e forse anche dell’indebitamento del gruppo. E se questi problemi limitassero l’impegno e la presenza di Fiat nel settore noleggio e Fleet, quali aziende potrebbero sostituirsi garantendo un minimo di interesse nazionale?

Vi ho illustrato un breve panorama (anche se non mi reputo un guru delle previsioni di mercato) per spiegare perché temo prospettive negative per il settore del noleggio a lungo termine. In gioco c’è l’integrità di tutto il settore e degli operatori che ne fanno parte.

Il futuro non prospetterà nulla di buono, a meno che in Italia non cambi l’atteggiamento politico, fiscale e giuridico nel settore automotive. Facciamo qualcosa prima di mandare definitivamente in coma le vendite di auto nuove per il settore del noleggio.

Speriamo che la politica italiana promuova posizioni fiscali e strategiche in linea con il resto d’Europa. Finiamola di trattare il settore come il parente povero delle vendite di auto: l’idea di auto di proprietà pian piano si sta allontanando dalla mentalità italiana

Cosa ne pensate? E’ giusto rivendicare immediate iniziative per incentivare il mercato del noleggio a lungo termine e in generale dell’auto aziendale?

Quali strumenti credete siano più idonei?

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